In tanto bagliore,
a stento potevano gli occhi soffermarsi
giù in fondo a un bianco fabbricato di Giffoni Sei Casali,
che io godevo raffigurarmi tutt'ombra e frescura,
mentre che il pensiero correva li presso all'erma villa di Sieti,
a me si cara per memorie di famiglia.

Giustino Fortunato
             
             
             
               
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  Il Comune   LA STORIA          
  La Storia   Il Comune di Giffoni Sei Casali è un comune dei Monti Picentini posto a 175 m sul livello del mare, distante 18 Km da Salerno. Conta una popolazione di circa 4050 abitanti, che risiedono nelle frazioni di Capitignano, Prepezzano, Sieti Alto, Sieti Basso, Malche e Capocasale; cioè gli originari sei casali, che hanno dato il nome al Comune. Noi abitanti della zona, sembra che abbiamo origine da quei Fenici che si stabilirono in Italia e diedero il nome di Etruria alla regione dove si insiedarono. In seguito all'invasione dei Galli alcuni Etruschi si stabilirono tra i fiumi Sarno e Sele, dando il nome a questa terra di Regione Picentina, con a capo la citta di Picenza. Durante l'espansione di Roma, i Romani sconfissero i Picentini intorno al III secolo a.C.. Al tempo delle guerre Puniche i Picentini si schierano con Annibale per contenere il predominio Romano nutrendo nei confronti di questi un profondo odio. Ma una volta che Annibale fu chiamato in patria per combattere Scipione lasciò i Picentini a lottare contro Silla. Questi impartì una tremenda sconfitta ai Picentini e fece in modo che fossero sottomessi e costretti, per rendere più umiliante la loro sconfitta, a decapitare le statue di Giunone e Giano intorno al cui tempio sorgeva il maggior centro urbano(località di S.Maria a Vico).
Silla fece innalzare su di una collina circostante un tempio in onore di Giove e fece collocare al suo fianco le due teste mozzate di Giunone e Giano. Nel luogo, intorno al tempio, dove fu collocata la testa di Giano mozzata (Caput Iano) sorse un importante centro agricolo e commerciale che assunse il proprio nome da quest'avvenimento. Il caput Iano originario, in seguito alle normali trasformazioni che un nome subisce durante i secoli, divenne prima Capo Tignano (come si rileva da un antico timbro della parocchia) e poi Capitignano, quindi l'attuale nome. All'epoca caput Iano divenne uno dei paesi più belli come luogo e posizione della vallata del Picentino. I picentini sconfitti furono costretti a vivere in piccoli gruppi costituendo così 36 villaggi o vichi che in seguito furono chiamati "casali", e tali casali si riunirono nello Stato di Giffoni. La regione detta Stato di Giffoni fu contea longobarda, e nel 1066 il feudo era in possesso Gaimario, parente del principe di Salerno.
In epoca angioina appartenne al conte Andria, quindi a Giacomo di Brussone e Giacomo D'Acuino. Poi fu concesso da Ladislao a sua madre Caterina di Durazzo e poi al marchese del vasto; nel 1508 a Ferdinando d'Avalos d'Aquino, marchese di Pescara. Nel 1602 fu concesso a Matteo Capua, principe di Conza e in seguito pervenne nel 1700 ai Doria, principi di Menfi. Lo stato di Giffoni si disgregò nel 1808 e Giffoni Sei Casali divenne Comune a se. Per motivi politici il 31 Gennaio del 1928 con Decreto Reale n.144, il comune di Giffoni Sei Casali venne sopresso. La storia recente di Giffoni Sei Casali inizia il 10 Agosto 1944 quando ne venne sancita la ricostituzione con Decreto Luogotenenziale n.172 del Principe di Piemonte Umberto di Savoia, Re d'Italia.
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