Storia della Chiesa
La prima notizia dell'esistenza di una Chiesa di San Nicola di Bari in Prepezzano è una testimonianza
resa dinanzi ad un giudice di un presbitero della detta Chiesa di nome Landolfo (1173).
La Chiesa con titolo "parrochialis ecclesia sancti Nicolai de Prepezzano de Gifono è nell'elenco delle
parrocchie delle Rationes Decimarum Campanhiae del 1301; è citata con lo stesso titolo nel 1338.
Dai verbali delle Visite Pastorali del Card. Fregoso Arcivescovo Primate di Salerno del 1507-1513
risulta essere Collegiata, retta da un Rettore Protonotario e dieci presbiteri. Nel corso degli anni successivi
la Collegiata è composta di sette/cinque presbiteri.
La costruzione dell'attuale edificio di culto, ampliamento di quello preesistente è con certezza datata nella
seconda metà del 1500. La conferma è da un documento conservato nell'Archivio Diocesano di Salerno il
quale informa che nel 1548 si riunirono gli “eletti consiglieri dell'Università di Prepezzano” per approvare
il conto consuntivo della costruenda Chiesa di San Nicola in Prepezzano, da presentare al revisore dei
conti ed amministratore dei lavori Alessandro Casullo, il quale risulta creditore di ducati 130 e 03 grani.
Dai Verbali delle Visite Pastorali del 1590 la Chiesa risulta ampliata, restaurata e riccamente ornata. Vi
sono varie cappellanie, altari laterali, ma dato che non se ne conosce l'origine e gli oneri, non è celebrata
nessuna santa messa. La Parrocchia è composta da 400 fuochi.
1n epoca successiva fu eretto l'altare maggiore in stile barocco finemente lavorato (1797) e acquistato
l'organo meccanico (1801). Nella Visita Pastorale datata 8 marzo 1838, fatta dall’Arcivescovo di Salerno
mons. Marino Paglia La Collegiata, fu rifondata come “Ricettizia” retta da un Arciprete e cinque
partecipanti. In quell'occasione fu eretto e collocato dietro l'altare maggiore il coro della Collegiata
(1840).
Descrizione dell'edificio di culto
La facciata, nel suo verticalismo pronunciato, rispecchia i volumi interni della navata centrale e delle due navate laterali, più basse. Tre pregevoli portali sormontati da aperture semicircolari e tre oculi in asse |
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Pianta della Chiesa |
La navata centrale e l'abside dove è collocato l'organo meccanico ed il coro ligneo della Collegiata
presentano la soffittatura a botte con lunette nei lati. La volta della navata centrale è ad incannucciata,
quella dell'abside in pietrame misto. Essa si sviluppa con un colonnato, sei per ogni lato, formano sette
archi e sono in pietra travertino, ricoperti da intonaco nel corso dei secoli, sono stati, ora, riportati alla
luce, durante l’attuale intervento di consolidamento.
Le soffittature delle navate laterali sono invece per ogni singola campata formate da calotte a sesto
ribassato, poggianti su pennacchi triangolari in perfetto accordo tra gli archi
longitudinali e trasversali; in ogni spazio è eretto un altare votivo, ora tutti in marmo.
La cupola centrale è a forma di calotta semisferica del diametro di 20,00 m. E’ in pietrame ed è ornata
con motivi geometrici. Al centro vi è raffigurata una colomba, simbolo dello Spirito Santo.I bracci del
transetto sono a botte, chiuse da due ampi finestroni.
Attiguo alla Chiesa, sul lato sinistro, vi è il campanile, chiaramente romanico, con appiombo interno e
riseghe esterne per la muratura, con tori che scandiscono il termine dei tre ordini principali e la copertura
a calotta poggiante su mutazione ottagonale e tozza, sono visibili le aperture ed i cantonali sagomati con
conci murari in "opus quadratum". Dalla parte opposta al transetto vi è la sagrestia, composta da due
ambienti, con volta a botte delimitata da lunette, due per ogni lato.
Ai lati sono erette due entrate laterali, una per ogni lato, formata da due pilastri con coperture in
pietrame e tegole napoletane. Le coperture dell'intero complesso sono a falde inclinate con tegole in
coppi-tegole di cemento e tegole napoletane che è l'originaria copertura.
La Congrega
Nella parte esterna un'ampia scalinata scoperta, in pietra, da accesso all'oratorio della Confraternita. In
essa è conservata l'icona della Confraternita, unico pannello del coro del 1738 salvato da incauta
distruzione. Lungo la parete destra e la parete di fondo corre un fascine raffigurante alcune scene della
Passione di Cristo (l'agonia nell'orto, il bacio di Giuda, il processo dinanzi a Pilato, la flagellazione)
arricchito da motivi ornamentali e puttini, recentemente restaurato con il contributo della Regione
Campania.
L'archivio storico parrocchiale.
E' formato da venti volumi contenenti i registri parrocchiali dei battesimi, dei defunti, dei matrimoni e
gli status animarum dal 1580 ad oggi, oltre ad alcuni volumi(otto) contenenti documenti vari riguardanti
la vita della parrocchia e delle confraternite esistenti.
(Sintesi storiche tratte da uno studio dell’Architetto G. De Luca e del sig. V. Alfano);