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26-02-08

Pubblicato il sito web dell'Associazione

Storia della Chiesa

 

La prima notizia dell'esistenza di una Chiesa di San Nicola di Bari in Prepezzano è una testimonianza resa dinanzi ad un giudice di un presbitero della detta Chiesa di nome Landolfo (1173).
La Chiesa con titolo "parrochialis ecclesia sancti Nicolai de Prepezzano de Gifono è nell'elenco delle parrocchie delle Rationes Decimarum Campanhiae del 1301; è citata con lo stesso titolo nel 1338.
Dai verbali delle Visite Pastorali del Card. Fregoso Arcivescovo Primate di Salerno del 1507-1513 risulta essere Collegiata, retta da un Rettore Protonotario e dieci presbiteri. Nel corso degli anni successivi la Collegiata è composta di sette/cinque presbiteri.
La costruzione dell'attuale edificio di culto, ampliamento di quello preesistente è con certezza datata nella seconda metà del 1500. La conferma è da un documento conservato nell'Archivio Diocesano di Salerno il quale informa che nel 1548 si riunirono gli “eletti consiglieri dell'Università di Prepezzano” per approvare
il conto consuntivo della costruenda Chiesa di San Nicola in Prepezzano, da presentare al revisore dei conti ed amministratore dei lavori Alessandro Casullo, il quale risulta creditore di ducati 130 e 03 grani.
Dai Verbali delle Visite Pastorali del 1590 la Chiesa risulta ampliata, restaurata e riccamente ornata. Vi sono varie cappellanie, altari laterali, ma dato che non se ne conosce l'origine e gli oneri, non è celebrata nessuna santa messa. La Parrocchia è composta da 400 fuochi.
1n epoca successiva fu eretto l'altare maggiore in stile barocco finemente lavorato (1797) e acquistato l'organo meccanico (1801). Nella Visita Pastorale datata 8 marzo 1838, fatta dall’Arcivescovo di Salerno mons. Marino Paglia La Collegiata, fu rifondata come “Ricettizia” retta da un Arciprete e cinque partecipanti. In quell'occasione fu eretto e collocato dietro l'altare maggiore il coro della Collegiata
(1840).

 

Descrizione dell'edificio di culto


La planimetria della Chiesa si presenta a croce latina a tre navate e tre absidi, tipica dell’architettura protoromantica, è di dimensione imponente, misura 54,00x 23,50 m, pari a 1269 mq.

La facciata, nel suo verticalismo pronunciato, rispecchia i volumi interni della navata centrale e delle due navate laterali, più basse.

Tre pregevoli portali sormontati da aperture semicircolari e tre oculi in asse
con questi, articolano la facciata che è divisa da un fascione orizzontale e da esili modanature verticali; motivi ornamentali classicheggianti delimitano la facciata dal timpano superiore.

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Pianta della Chiesa

La navata centrale e l'abside dove è collocato l'organo meccanico ed il coro ligneo della Collegiata presentano la soffittatura a botte con lunette nei lati. La volta della navata centrale è ad incannucciata, quella dell'abside in pietrame misto. Essa si sviluppa con un colonnato, sei per ogni lato, formano sette archi e sono in pietra travertino, ricoperti da intonaco nel corso dei secoli, sono stati, ora, riportati alla
luce, durante l’attuale intervento di consolidamento.
Le soffittature delle navate laterali sono invece per ogni singola campata formate da calotte a sesto ribassato, poggianti su pennacchi triangolari in perfetto accordo tra gli archi longitudinali e trasversali; in ogni spazio è eretto un altare votivo, ora tutti in marmo.
La cupola centrale è a forma di calotta semisferica del diametro di 20,00 m. E’ in pietrame ed è ornata con motivi geometrici. Al centro vi è raffigurata una colomba, simbolo dello Spirito Santo.I bracci del transetto sono a botte, chiuse da due ampi finestroni.
Attiguo alla Chiesa, sul lato sinistro, vi è il campanile, chiaramente romanico, con appiombo interno e riseghe esterne per la muratura, con tori che scandiscono il termine dei tre ordini principali e la copertura a calotta poggiante su mutazione ottagonale e tozza, sono visibili le aperture ed i cantonali sagomati con
conci murari in "opus quadratum". Dalla parte opposta al transetto vi è la sagrestia, composta da due ambienti, con volta a botte delimitata da lunette, due per ogni lato.
Ai lati sono erette due entrate laterali, una per ogni lato, formata da due pilastri con coperture in pietrame e tegole napoletane. Le coperture dell'intero complesso sono a falde inclinate con tegole in coppi-tegole di cemento e tegole napoletane che è l'originaria copertura.

 

La Congrega
Nella parte esterna un'ampia scalinata scoperta, in pietra, da accesso all'oratorio della Confraternita. In essa è conservata l'icona della Confraternita, unico pannello del coro del 1738 salvato da incauta distruzione. Lungo la parete destra e la parete di fondo corre un fascine raffigurante alcune scene della Passione di Cristo (l'agonia nell'orto, il bacio di Giuda, il processo dinanzi a Pilato, la flagellazione)
arricchito da motivi ornamentali e puttini, recentemente restaurato con il contributo della Regione Campania.


L'archivio storico parrocchiale.
E' formato da venti volumi contenenti i registri parrocchiali dei battesimi, dei defunti, dei matrimoni e
gli status animarum dal 1580 ad oggi, oltre ad alcuni volumi(otto) contenenti documenti vari riguardanti
la vita della parrocchia e delle confraternite esistenti.
(Sintesi storiche tratte da uno studio dell’Architetto G. De Luca e del sig. V. Alfano);